La Chiesa di S. Bartolomeo e S. Michele

La Chiesa dei santi Michele e Bartolomeo

La Chiesa dei santi Michele e Bartolomeo

Altra emergenza monumentale di Roccabianca, la cinquecentesca chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Bartolomeo e Michele, è strettamente collegata alla Rocca dal punto di vista dei significati storici.
Fu edificata nel 1576 per volontà del marchese Giulio Rangoni, fiero condottiero della famiglia nobiliare di origine modenese che dopo la caduta dei Rossi, con alterne fortune lungo i secoli a venire, si contese il potere sul feudo di Roccabianca con i piacentini Pallavicino. Il marchese Rangoni è ricordato anche fra i protagonsiti della leggendaria battaglia di Lepanto del 1571, e il suo nome è ancora oggi associato all’omonimo palazzo che ospita la Prefettura in via Repubblica a Parma.
Proprio nella dedicazione ai due Santi, anche la chiesa parrocchiale conserva la memoria dell’antica divisione di Roccabianca nei due paesini di Rezenoldo e Tolarolo, le cui parrocchie erano appunto intitolate rispettivamente a San Bartolomeo e a San Michele. Addirittura la fusione definitiva in una sola parrocchia venne sancita solamente nel 1794, per volontà dell’allora papa Pio VI.
Sviluppata su un impianto di base tardo romanico (a navata singola senza abside, con tre cappelle a tutto sesto su ogni lato) la parrocchiale di Roccabianca presenta evidenti sovrapposizioni di elementi stilistici tardo-barocchi e rococò, soprattutto negli arredi e nelle vivaci decorazioni a stucco interne. Nella chiesa ricorrono numerosi riferimenti alla famiglia Rangoni, con la presenza di decori ispirati al simbolo araldico del loro casato, la conchiglia.
Notevole è l’impatto offerto dall’imponente quadro che domina l’altare maggiore, una grande tela raffigurante il martirio di San Bartolomeo, adornata da una ricchissima cornice lignea a volute dorate, opera settecentesca del maestro Ignazio Marchetti (1715 – 1800), intagliatore di corte del Ducato di Parma e Piacenza, e già esecutore degli ornati per gli scaffali della Biblioteca Palatina di Parma e delle cornici per i ritratti dei principi nella chiesa di San Liborio a Colorno. Il quadro e la cornice si presentano oggi in una veste completamente rinnovata, dopo un pregevole intervento di restauro.
La slanciata torre campanaria venne eretta agli inizi del 1900, in sostituzione di quella preesistente, più tozza e bassa. Pur essendo piuttosto avulsa dal contesto architettonico, coi suoi richiani tardo-gotici, è divenuta negli anni una presenza familiare nell’immagine urbanistica del paese.