La Rocca dei Rossi

La Rocca dei Rossi

La Rocca dei Rossi


Il Castello di Roccabianca (per i suoi abitanti, più familiarmente, la “Rocca”) è il principale monumento storico del paese. Eretto intorno al 1460, per volontà dell’allora signore del feudo di Roccabianca, il conte Pier Maria Rossi, l’edificio conserva ancora oggi in larga misura le sue fattezze architettoniche originali di fortificazione a presidio del territorio. L’impianto è rettangolare, con spesse cortine murarie che danno luogo ad un’ampia corte interna, al centro della quale si erge un massiccio “torrione”, un tempo adibito a funzioni di vedetta. Gli angoli sud-est e nord-ovest sono a loro volta evidenziati da tue torri minori, affacciate sul fossato che lungo i secoli ha protetto l’intero perimetro dell’edificio, sino agli ultimi anni del 1800, quando venne svuotato dall’acqua.
La Rocca e Roccabianca sono nati contemporaneamente: la costruzione del maniero coincise infatti con la fusione di due preesistenti borghi di origine longobarda, Tolarolo e Rezenoldo, unificati da allora sotto il nuovo toponimo. Il nome del paese è collegato ad una curiosa leggenda: il conte Pier Maria volle dedicare l’imponente edificio alla nobildonna lombarda Bianca Pellegrini, con la quale condivise una segreta passione amorosa, nonostante fosse sposato con la dama parmense Antonia Torelli.
A tal proposito, si racconta che il nobiluomo facesse nel contempo tinteggiare di bianco tutte le facciate della Rocca, per trarre in inganno i propri contemporanei circa l’effettiva dedicazione dell’edificio. La fortuna dei Rossi a Roccabianca ebbe vita breve: il potere sul feudo passò sul finire del ’400 alla nobile famiglia modenese dei Rangoni, che nei secoli a venire se lo contese con i piacentini Pallavicino. Tracce lasciate sull’edificio dal passaggio di questi due casati si possono riscontrare in alcuni ambienti oggetto dei recenti restauri, come la sala denominata “dei feudi”.

La visita al Castello


Dal 2003, la Rocca di Roccabianca è ufficialmente inserita nel circuito turistico dei “Castelli del Ducato di Parma e Piacenza”. I lavori di restauro promossi dal proprietario del complesso storico, il cavalier Mario Scaltriti, hanno ridato lustro ad alcuni suoi ambienti di pregio. Nel cortile interno, il visitatore viene accolto da un suggestivo loggiato voluto dallo stesso conte Pier Maria. Archi a tutto sesto con colonne in cotto (chiaramente riferite alla tradizione architettonica quattrocentesca lombarda) introducono le pregevoli volte a crociera affrescate con motivi araldici e vegetali, fra i quali spicca ripetutamente la figura del nespolo, simbolo di tenace fedeltà amorosa.
Di seguito al loggiato, si incontra la stanza della Griselda, anch’essa risalente all’epoca della costruzione della Rocca. Le pareti raccontano per affreschi le vicende della centesima novella del Decamerone (con protagonista la fedele sposa Griselda, simbolo dell’attaccamento amoroso incrollabile), mentre sulle crociere della volta è riprodotto un ciclo astrologico che potrebbe riferirsi all’oroscopo dello stesso Pier Maria Rossi. Gli affreschi originali della Griselda furono trasportati nell’800 al museo del Castello Sforzesco di Milano. Quelli presenti a Roccabianca sono una pregevole copia, opera del pittore fidentino Gabriele Calzetti, che la realizzò tra il 1997 e il 1999.
Il percorso di visita prosegue con altre stanze risalenti alla dominazione delle famiglie Rangoni e Pallavicino, e con la salita al torrione, dall’alto del quale si può godere di un ampio panorama sul circostante paesaggio della Bassa. La Rocca per alcuni decenni è stata luogo di invecchiamento di liquori e distillati: oggi questa sua caratteristica è ricordata dalla proposta di infusi a base di essenze vegetali, tipici della tradizione locale (sburlòn, nocino, bargnolino), che conclude la visita guidata agli ambienti storici. La più recente curiosità nella storia multiforme di questo edificio è rappresentata dall’attività di stagionatura di un pregevole aceto balsamico “del castello”: le botticelle di prezioso liquido sono conservate in suggestivi locali sotterranei con volte a crociera (forse le antiche scuderie di un tempo), anch’essi inseriti nel percorso di visita.

Castello di Roccabianca:
Tel. 0521 374065 – Fax. 0521 876909
E-mail: info@castellodiroccabianca.it