Itinerari tra Roccabianca e la Bassa

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Caro turista, se vieni da queste parti a visitare la terra di Giovannino Guareschi, dove lui ha vissuto, scritto e immaginato i suoi personaggi, ricordati quello che scrive all’inizio di Don Camillo. L’ambiente è un pezzo della pianura padana: e qui bisogna precisare che, per me, il Po comincia a Piacenza. Il fatto che da Piacenza in su sia sempre lo stesso fiume, non significa niente: anche la Via Emilia, da Piacenza a Milano, è in fondo la stessa strada; però la Via Emilia è quella che va da Piacenza a Rimini. Non si può fare un paragone tra un fiume e una strada perché le strade appartengono alla storia e i fiumi alla geografia. E con questo? Prendi la bicicletta, oppure la tua macchina e comincia a girare le stra de che sono state le sue strade, comincia a respirare l’aria d’intorno, a guardare i campi, i pioppi e le vigne. Qui il sole picchia in testa come un martello d’estate e la nebbia cancella il mondo a pochi metri dal tuo naso, durante l’autunno.

Qui anche i cani hanno un’anima, e ti capita d’incontrare il fantasma di un morto ad un crocicchio per fermarsi a parlare con te. Così accade che in questa fettaccia di terra qualcuno prenda il fucile e decida di regolare i conti con Dio a proprio modo, faccia a faccia. Niente di folklorico, niente di magico, ma qui accadono cose che non accadono da nessun’altra parte del mondo. Il piccolo mondo del Mondo piccolo non è qui però: non è in nessun posto fisso: il paese di Mondo piccolo è un puntino nero che si muove, assieme ai suoi Pepponi e ai suoi Smilzi, in su e in giù lungo il fiume per quella fettaccia di terra che sta tra il Po e l’Appennino: ma il clima è questo. Il paesaggio è questo: e, in un paese come questo, basta fermarsi sulla strada a guardare una casa colonica affogata in mezzo al granturco e alla canapa, e subito nasce una storia.

Ecco, caro turista, vieni qui, fatti accompagnare dalla bellezza del pae saggio, dai silenzi dei campi, dai cieli aperti, segui il tuo sogno e fatti raccontare una storia. Perché bisogna rendersi conto che, in quella fettaccia di terra tra il fiume e il monte, possono succedere cose che da altre parti non succedono. Cose che non stonano mai col paesaggio. E là tira un’aria speciale che va bene per i vivi e per i morti, e là hanno un’anima anche i cani. Allora si capisce meglio don Camillo, Peppone e tutta l’altra mercanzia. E non ci si stupisce che il Cristo parli e che uno possa spaccare la zucca a un altro, ma onestamente, però: cioè senza odio.
E che due nemici si trovino, alla fine, d’accordo nelle cose essenziali. E se l’ombra di un morto viene a sedersi vicino a te, tu non ti spaventi e parli tranquillo con lei. Ecco l’aria che si respira in quella fettaccia di terra fuori mano: e si capisce facilmente cosa possa diventare laggiù la faccenda della politica. Questi sono i luoghi che hanno ispirato i racconti di Guareschi, dove sono nati don Camillo e Peppone e dove un povero crocefisso ha ritrovato la voce proprio nel secolo che ha decretato la morte di Dio. Questi sono i luoghi da riscoprire di Giovannino, che in questa prefazione ha ridisegna to la geografia non solo di un luogo ma anche di un anima.
Una geografia affettiva, una mappa del cuore e della memoria: sono ricordi famigliari, di luoghi riconoscibilissimi eppure trasfigurati da diventare luoghi di ogni parte del mondo. La magia dei racconti di Giovannino, le descrizioni dei suoi paesaggi, delle sue strade polverose la puoi ritrovare lungo le stra de della bassa, costeggiando il grande fiume Po, nei paesini protetti dai grandi argini, come muraglie che fanno vedere la pianura dall’alto. Allora immergiti in questo clima, per ritrovare l’atmosfera di quella “favola vera” che è il Mondo piccolo. Una favola ambientata e ispirata da luoghi veri, facilmente riconoscibili, dove ti puo anche capitare d’incontrare un per sonaggi in bicicletta che potrebbe sembrare qualche personaggi sfuggito alle pagine di Giovannino.
Perchè la realtà ispira la letteratura, ma la letteratura inventa il vero.

Non cercare il “pittoresco”. Qui nella Bassa, dice Giovannino, in un suo appunto, non c’è nulla di pittoresco, che la bellezza austera della natura, un mondo che non è per “gl’imbrattatele” ma per coloro che sanno riconoscere la bellezza dell’aria. La verità della Bassa, scrive Giovannino, non va cercata sulla terra ma nell’aria. Un luogo di bel lezza impalpabile, di verità. E chiude con un invito al raccoglimento, alla contemplazione della bellezza del cielo e dell’aria. La Bassa non è fatta per le gite turistiche in torpedone. È fatta per chi non ha paura di restar solo coi suoi pensieri. Caro Turista, adesso non ti resta che andare alla ricerca di te stesso in questa nostra terra che costeggia il Po.
Nella Bassa Giovannino ha ritrovato la sua più profonda umanità che è uguale in tutti gli uomini. Attraverso la favola del Mondo piccolo ha saputo raccontare il buono che c’è in tutti gli uomini. Per questo è uno scrittore che ha saputo parlare con umorismo e pietà al cuore dei lettori di tutto il mondo. Queste sono le sue strade, questo è il suo piccolo grande mondo dove accadono fatti meravigliosi. Sulla pagina. Nell’aria.

Guido Conti

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