Roccabianca

Roccabianca

Sapersi perdere nella Bassa, per poterla riscoprire

La Bassa è un luogo nel quale bisogna sapersi perdere, prima di riuscire a scoprirlo nella pienezza più genuina dei suoi significati. Questo concetto illuminante di Giovannino Guareschi può probabilmente valere più di mille indicazioni di carattere turistico per fornire una breve introduzione alla storia e al carattere di un territorio come quello di Roccabianca.
Perché qui, forse più che in ogni altro angolino del “Mondo piccolo”, tale caratteristica di “smarrimento controllato” viene esaltata in modo del tutto speciale ed unico. Il fatto che, in fin dei conti, arrivarci fisicamente non sia poi così difficile, è esattamente un’indiretta conferma dell’idea del papà di Peppone e don Camillo. Come tanti altri paesi della Bassa parmense di dimensioni simili, è anch’esso praticamente allineato lungo la “provinciale 10″ Parma-Cremona.
Ma Roccabianca, con la sua ubicazione più defilata a ridosso di un’ansa del Po, descrivendo una sorta di parentesi paesaggistica che la tiene quasi in sospeso nel “discorso geografico” della Bassa, si presenta fin da subito nella propria singolare e suggestiva anomalia caratteriale, fonte di numerose apprezzabili peculiarità.
Nascosta al mondo, ma capace di proiettarsi verso il mondo attraverso l’opera e l’ingegno di diversi suoi figli illustri: è questo probabilmente il “segreto più evidente” che sta a fondamento dell’indole comunitaria della “capitale” del Mondo piccolo. Dal giugno 2007, questa “preziosità” ambientale e culturale è stata ufficialmente riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna con il conferimento a Roccabianca della qualifica di “Città d’arte”.