MUSEO E SCUOLA IN DIALOGO, PER RACCONTARE IL TERRITORIO

» Pubblicato in Eventi Progetto Museo e Scuola in dialogo

Anno scolastico 2011-2012

Rete museale della Provincia di Parma

Museo “Il Mondo piccolo” di Roccabianca

Museo del parmigiano Reggiano di Soragna

IC di san secondo, Roccabianca e Soragna

IC di Fontanellato

IC di Busseto

In un momento di forte contrazione delle risorse per tutte le istituzioni e di difficoltà dell’azione educativa, la realizzazione di progetti rischia di incappare nella critica, spesso fondata, che il proliferare degli stessi renda la scuola un progettificio a scapito del suo ruolo culturale.
E’ per questo motivo che un progetto a scuola ha senso e significato se sono chiari e condivisi i presupposti fondamentali e se ne riconosce il loro valore aggiunto per la formazione. Per il nostro progetto il gruppo ha condiviso i seguenti.

1 L’educazione al Patrimonio, come è riconosciuto nei documenti internazionali , europei e nelle Indicazioni programmatiche per la scuola del primo ciclo, è un dato formativo essenziale per la formazione della personalità in crescita. Nel 2004 è stato emanato il “Codice dei Beni culturali e del paesaggio” che ha sollecitato la scuola ad azioni di conoscenza e valorizzazione insieme al Ministero dei Beni e attività culturali ma soprattutto si è riconosciuto il carattere processuale del concetto di Patrimonio culturale tanto da farlo divenire una chiave significativa per la cittadinanza
attiva come per l’intercultura oltre che per l’ identità personale.. “Questo patrimonio culturale trasmesso di generazione in generazione , è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e dà loro un senso di identità e di continuità , promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana….” ( UNESCO, 2003). Dunque il Patrimonio è un affare di scuola o meglio di formazione.

2 Bisogno di incontro e di relazioni con la memoria “ Il nostro Paese si presenta per sua stessa natura come un immenso museo diffuso, a cielo aperto ,e in questo contesto, il sistema dei musei in Italia è soprattutto il prodotto di uno scambio intenso e ininterrotto con il territorio di
riferimento. In questa logica sono nati i musei civici e sempre in questa logica procede all’infinito la moltiplicazione dei riflessi che dal museo rinviano al paesaggio circostante …..” (Dell’Orso, 2009). Questa citazione dal volume “ Musei e territorio” introduce la convinzione che l’aumento dei musei che si è verificato dagli anni ’70 del secolo scorso sul territorio, risponde ad un bisogno di incontro e di relazioni con la memoria raccogliendo tracce ma soprattutto presentando interpretazioni del mondo che si confrontano e dialogano con la nostra interpretazione del mondo. In questa considerazione e concezione di Museo, il progetto ha riconosciuto il valore aggiunto del suo possibile rapporto con la scuola che educa ad interpretare il mondo e la realtà per la piena realizzazione di ciascuno.

1.  Scuola dell’infanzia di Roccabianca ( IC San Secondo P.se)
Insegnanti: Saiani Silvia- Campanini Emanuela
Sezioni: A, B,C
Installazione: “PASSEGGIANDO IN BICICLETTA…” ( Museo del Mondo Piccolo)

La statua di Giovannino Guareschi ogni volta ci da il benvenuto in questo museo, e i bambini l’hanno vista spesso, allora il percorso di lavoro inizia con l’arrivo di due attori della compagnia dialettale sissese in sella a due vecchie biciclette. Si materializza il bisogno di esplorare il nostro  territorio “ascoltando anche il museo”. La nostra prima mappa dei luoghi di Roccabianca, nata da conversazioni e uscite era in bianco e nero. Poi
l’abbiamo colorata con i luoghi che ci emozionano, che ci richiamano ad un ricordo o che ci riportano ad un episodio a cui siamo legati.
Per prendere meglio contatto con l’ambiente nel quale viviamo, siamo andati in esplorazione. Sul Po (ambientazione anche di una storia narrata in precedenza) e, in paese per ricavarne informazioni e soprattutto per poter trovare riscontri precisi tra la nostra mappa e la realtà.
Alla produzione dell’elaborato hanno partecipato tutte e tre le sezioni sia con momenti di intersezione, sia in sezione Sono stati approfonditi gli obiettivi specifici e suddivisi i vari incarichi per la realizzazione della mappa. Dal dialogo con gli alunni, sono emersi i loro luoghi del cuore
(“Qui parcheggia la macchina la mia mamma”, “Qui vengo a comprare le caramelle e i giochini”, “Il mio papà e la mia mamma si sono sposati qui!”,
“Qua viene a farsi i capelli la mia nonna”).

 

 

 

2.  Scuola dell’infanzia “Arcobaleno” di Soragna ( IC San Secondo P.se)
Insegnante Vellini Paola
Sezioni: A e D
Installazione: “L’ACQUA CHE STA E L’ACQUA CHE VA IN PIANURA “ ( Museo delMondo Piccolo)

La Scuola d’Infanzia di Soragna si impegna a valorizzare il tema del territorio per “una cittadinanza attiva ”di bambini e famiglie . Tale intento nasce dalla considerazione che l’utenza della scuola stessa composta da tante famiglie che non sono native del luogo (stranieri e italiani di altre regioni ) e per questo meno coinvolte e con pochi elementi di conoscenza delle caratteristiche del territorio.
Le docenti che hanno partecipato agli incontri di progettazione presso il Museo di Fontanelle, hanno condiviso col gruppo di lavoro della Scuola, il tema dei “luoghi e paesaggi della Bassa” e lo hanno ritenuto un argomento attinente al lavoro che si andava svolgendo a scuola. La progettazione annuale della Scuola infatti prevedeva la scoperta e valorizzazione del territorio partendo dall’acqua, intesa sia come elemento di vita in senso
universale che come caratteristica imprescindibile della nostra zona.
Tutto inizia con la storia de “LA GOCCIA LINA E IL CICLO DELL’ACQUA” per parlare delle varie forme in cui si presenta l’acqua.
Al Museo del Mondo Piccolo di Fontanelle i bambini sono stati coinvolti in una caccia al tesoro fotografica il cui tema era la nascita e la scoperta del fiume PO. Visitato” presso Isola Pescaroli (CR) così come per Il Torrente Stirone che scorre a  Soragna.
Nasce l’installazione prevista per l’esposizione degli elaborati nel Museo, una piramide a base triangolare organizzata: da un lato con i disegni che illustravano “il ciclo dell’acqua”, negli altri due lati “gli stati dell’acqua” con l’allestimento dei manufatti dei bambini .
I bambini sono sempre curiosi di conoscere cose nuove e di essere coinvolti in nuove esperienze. Il contesto del museo può sembrare complesso, in realtà è luogo di meraviglia da cui partire per trovare riscontri Le esperienze fatte sono divenute conoscenze condivise dai bambini del gruppo e dalle loro famiglie e si pensa a eventi monotematici con cadenze annuali a concorso di cui il Museo è supporto indispensabile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3.  Scuola primaria “A. Manzoni” di Roccabianca ( IC San Secondo P.se)
Insegnanti Diemmi Elisabetta, Mazzani Daniela
Classi: intero plesso
Installazione: “ANIMALI FANTASTICI CHE ESCONO DALLA PENNA DEGLI
SCRITTORI DELLA BASSA”

Avevamo un sogno nel cassetto: far conoscere agli alunni, giovani cantautori della nostra Bassa che, con le loro canzoni, sanno valorizzare, far conoscere e amare il nostro territorio. «Leggete “Il tesoro del Bigatto” di Giuseppe Pederiali», ci ha consigliato Federico Romano, cantautore delle
band “Mé, Pék e Barba”. «Lo leggeremo con i nostri alunni, inventeremo filastrocche, poi, voi, “Mé, Pék e Barba”ci comporrete una canzone?» E il sogno si è avverato. In classe però è lavoro; lettura, analisi e illustrazione, rie

laborazione nelle classi 3^, 4^ e 5^, del libro di G. Pederiali.
Proiettiamo la cartina del percorso effettuato da Sant’Anselmo e dai suoi “improbabili “accompagnatori”, sulla Lim. Ricerchiamo tutti i paesi
“toccati” nel loro viaggio nella grande pianura padana di cui siamo parte sino al Delta del Po. Analizziamo, utilizzando le risorse disponibili nel web, gli aspetti territoriali e cerchiamo di trovare le affinità con la nostra Roccabianca. Brescello, Mirandola, Finale fino al Polesine hanno un denominatore comune: la vicinanza al grande fiume e il paesaggio padano. Capiamo che, in fondo, “Il tesoro del Bigatto” racconta la storia di tutta la gente che viveva, a quel tempo, nella nostra regione e nel Museo a Fontanelle se ne racconta una parte più vicina nel tempo pur se lontana nella mente. La produzione della grande zucca è stata un’impresa simile a quella di Sant’Anselmo. Fabbri di buon cuore hanno fatto l’ “anima” della zucca, alla quale, la maestra Giulia Migliorati ha avuto il coraggio di confezionare l’abito. I genitori hanno “saccheggiato” i loro solai e mandato a
scuola vecchi maglioni e vecchi giornali per realizzare gli “anelli” del Bigatto, il grande verme della carestia che sarebbero diventati due nuovi tesori del Museo del Mondo Piccolo perché avrebbero abitato per una estate. Nonne esperte e indaffarate ci hanno regalato le loro ricette più segrete con le quali abbiamo realizzato un ricettario a forma di …zucca! I “Mé, Pék e Barba”, dopo aver letto le filastrocche scritte dai bambini di 4^ e 5^, hanno composto la canzone “Il tesoro del Bigatto”. A scuola un fonico ha inciso il coro dei bambini diretto dalla prof. Alessandra  Tamborlani e, in una notte stellata, la maestra Diemmi Elisabetta ha preparato la presentazione. Tutto questo è stato realizzato grazie al patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Roccabianca e grazie alla collaborazione di Angela Barbarini che ha ancora il coraggio di entusiasmarsi quando le presentiamo i nostri progetti. Alcuni alunni hanno voluto acquistare “Il tesoro del Bigatto”anche se il volume in sé è sicuramente poco
accattivante:

· la copertina è molto triste
· non ci sono illustrazioni
· è un racconto che, dicono, sia adatto ad
alunni di scuola secondaria di 1° grado …ma i contenuti sono piaciuti tantissimo!
Torniamo all’essenziale Speriamo con gli alunni e i genitori, di incontrare l’autore Giuseppe Pederiali presso il Museo del Mondo Piccolo di Fontanelle, perché la memoria è fatta di cose, letture ma anche di parole ascoltate.

 

 

 

 

 

 

 

4.  Scuola Primaria di San Secondo P.se ( IC San Secondo P.se)
Insegnante Raffaini Maria
Classi 5^ A -5^ B
Installazione “BONTA’ AVVOLTA IN UN TELO DI LINO”
(Museo del Parmigiano Reggiano )

Il tema scelto è stato conseguente allo sviluppo del progetto di educazione alimentare che nella scuola si porta avanti da alcuni anni. Il territorio e la sua eccellenza alimentare trovano nel Museo del Parmigiano un segno forte all’interno del quale lavorare sulle “cose” che sono collegate al processo di produzione del parmigiano. Con la visita al Museo del parmigiano ( uno della rete ei Musei del cibo) si è definito il manufatto da costruire, con una duplice motivazione:
· valorizzazione del telo di lino che raccoglie la cagliata, mai cambiato come strumento nel corso dei secoli di vita dello storico formaggio;
· valorizzazione di un manufatto archetipico simbolo del mondo nella trama e nell’ordito
La conoscenza delle attività produttive del nostro territorio e della filiera del parmigiano reggiano con un contatto diretto con i luoghi del formaggio, ci ha indotto a ripercorrere creativamente il processo e, nello stesso tempo a conoscere alcuni dei fenomeni chimico – fisici legati alla produzione del formaggio passando attraverso il “telo”, simbolico punto di vista storico e attuale.
Abbiamo creato una gigantesca forma di formaggio ,molto lavoro manuale svolto con entusiasmo; dalla quale scende un lungo telo di lino che si “sposa” con la forma . Lo stretto legame con il territorio, il coinvolgimento attivo di tutti gli alunni e la conoscenza della cultura cibo rimarranno nella memoria scolastica dei ragazzi come esperienza di vita , di buona vita scolastica.

5.   Scuola Secondaria di Primo Grado di Roccabianca ( IC San Secondo P.se)
Insegnante Emma Tassi Carboni
Classi 2^D – 3^D – 3^E
Installazione “MAPPA PER PERDERSI A ROCCABIANCA
Guida per vedere l’invisibile
L’INVENTARIO DI NUVOLE

Ad azione si contrappone reazione, così é nato il progetto come naturale conseguenza reattiva ad un noiosissimo pomeriggio di grigie burocrazie scolastiche con l’intenzione di ridare spirito vitale all’appassionante compito di trasmissione e rielaborazione della conoscenza.
Dal testo del progetto: “L’idea nasce dalla constatazione di una diffusa mancanza di consapevolezza della infinita ricchezza del ‘proprio mondo’ pur se è, come dice Guareschi un “Mondo Piccolo”. Si cerca sempre un po’ più in là dimenticando di porre la necessaria attenzione su ciò che é collocato proprio lì: davanti al naso.
Il progetto é divenuto parte integrante del lavoro in aula ed ha prodotto elaborati interdisciplinari (Arte e immagine – Tecnologia) la disciplina é divenuta uno strumento per raggiungere/inseguire un desiderio. Il programma ha accolto amorevolmente l’idea dell’indagine e del ridisegno del territorio e il processo éstato di scambio vicendevole. Il territorio é stato il centro pulsante della ricerca: in un rapporto di dialogo e scambio continuo i ragazzi hanno ridisegnato una nuova cartografia nel confronto con i misteri poetici della terra (disegno- storia- mito) e con gli strumenti per progettare la realtà (enti, istituzioni, ecc.). La produzione dell’installazione (nuvole che scendono dal soffitto dentro le quali stanno i sogni di
ogni alunno) é stata condotta con l’idea del confronto con lo spazio del museo (misterioso e altro!) e con l’intenzione di evocare suggestioni personali e ambientali.
La guida cartacea frutto di una lunga ricerca volta a sensibilizzare i ragazzi all’assunzione di un ruolo attivo di esploratori a seguito di una loro personale indagine a caccia di misteriose storie perdute ha assunto, una volta collocata nel museo, un valore di memoria e di riflessione/attenzione.
La validità del progetto risiede, come sempre, nella capacità di accendere un interesse e di mostrare, attraverso le azioni, che la porta del museo é attraversabile e familiare e che la strada della conoscenza conduce all’annullamento della paura e della separazione. Il coinvolgimento delle
famiglie e dei vari soggetti istituzionali in questo senso ha assunto valore rafforzativo.

 

 

 

 

 

 

6.  Scuola Secondaria di primo grado “Luigi Pigorini” di Fontanellato (IC Fontanellato)
Insegnanti Aimi Ester, Bassignani Paola
Classi 1°C, 2°B, 3°A
Installazione “ANDAR PER CAMPANILI NELLA NEBBIA”

In base ad un progetto sviluppato negli anni scorsi riguardante lo studio architettonico delle chiese dei dintorni di Fontanellato si è pensato di studiare i campanili nella loro struttura e ricercarne qualche documentazione memori della guareschiana lezione dei “ campanili dietro l’argine”
descritti nelle vicende di Peppone e Don Camillo. La visita al Museo del “ Mondo piccolo”, ha indotto infatti alla lettura di racconti di G. Guareschi
riguardanti i campanili e alla rappresentazione grafica di una scena del racconto. Sono state fatte varie foto di campanili della Bassa Parmense, ne sono state scelte alcune dalle quali l’insegnante ha ricavato il profilo ed i ragazzi hanno completato le parti mancanti .
Nel percorso del Museo sono stati installati i campanili in compensato ed esposto un paesaggio padano di quattro metri circa, dove compaiono i campanili disegnati dai ragazzi, inoltre il piccolo libro prodotto dalla classe terza e quello con poesie della classe prima è stato messo in visione al
pubblico. Ha collaborato un falegname per l’intaglio delle sagome e uno studio grafico per la realizzazione di un pieghevole comprendente /cartina per la localizzazione nel “ Mondo Piccolo” dei campanili studiati, con considerazioni personali e storiche dei ragazzi. Il lavoro ha favorito la conoscenza di musei poco noti e la valorizzazione e conservazione di opere d’arte sempre sotto i nostri occhi ma poco considerate . Spunti di lavoro ci sono stati per tutti gli alunni, anche quelli che di “museo” pare non vogliano sentir parlare..
Or si potrebbe focalizzare l’attenzione su un torre campanaria locale(forse la torre con l’orologio del castello di Fontanellato?) E sviluppare attraverso questa ricerca una parte di microstoria locale perché dalle torri campanarie è passata la storia del quotidiano come la grande storia. Che “tempo” si legge da lassù?

8 Scuola primaria di Fontanellato (IC Fontanellato)
Insegnanti Anita Capelli Marcella Ronchini
Classe 2 B
Installazione LA VIA DEL FORMAGGIO , un libro/percorso
(Museo del Parmigiano Reggiano )

Quest’anno abbiamo sviluppato in classe il tema del “come si fa”, del come nascono le cose intorno a noi, partendo dal formaggio fino al pane. Proprio per questo il progetto è rientrato perfettamente nella programmazione d’aula e ha reso concreta una conoscenza “significativa”.
Come si fa un prodotto che “abita” non solo della dispensa di casa ma anche nel territorio, nelle immagini che punteggiano le strade, nella pubblicità e che è sentito come patrimonio culturale d’eccezione? Il tema del progetto è stato discusso a lungo tra colleghe e con gli altri partecipanti al progetto. Soffermarsi su come si fa il Parmigiano, ha significato anche interessarsi di luoghi, incontrare persone e storie di vita quotidiana e familiare. Dopo le prime “chiacchierate” in classe, si è passati alla visita al caseificio e al museo del Parmigiano, per poi “ricostruire, rielaborare, riraccontare, comunicare ….. in aula attraverso la creazione dell’installazione con la tecnica pop-up, parente povero della
suggestione della tridimensionalità. Con gli alunni si sono scelte le fasi principali da rappresentare e le cose/oggetti da collocare.
Sempre gli alunni hanno eseguito i disegni e le basi dei nostri “momenti”, per ricreare il libropercorso. Gli “esperti” ci hanno “accompagnato” per questa strada con attenzione, competenza e rispetto, hanno favorito l’avvicinamento dei bambini al loro territorio e alle figure che lo compongono, come il casaro o l’agricoltore, facendo intuire ai bambini che si impara dove si vive e non solo tra le mura della scuola.
La condivisione del lavoro con docenti di diversi ordini di scuola, all’interno del team scuola/museo, ci ha dato modo di ampliare il nostro punto di vista e i nostri obiettivi.Ci si augura un proseguimento negli anni, anche perché ad ogni classe è legata una diversa attività e diverse competenze. Cosa può significare lavorare sul “come si fa”, in quinta? Significa certamente ampliare e sviluppare il discorso a persone, memorie, spazi, problemi e temi del nostro Mondo Piccolo in continua evoluzione come e con il grande Mondo.