“Passato il Molinetto che era l’ultima casa del paese, la strada vecchia correva
per una buona decina di chilometri fra sconfinati campi deserti. Terreno di bonifica,
antica risaia. Per dieci chilometri non si incontrava una casa: si incontrava
semplicemente, fra il quinto e il sesto chilometro, il ponte sul Rigola, poi, traversato
il ponte, riprendeva il verde Sahara che finiva a Torricella."
“Al ponte", Tutto Don Camillo, ed. Rizzoli 1998
39 - COLTARO, EX SCUOLE - MUSEO CANTONI
“Il vecchio era nato con la musica dentro il cervello: componeva valzer, mazurche,
polche, marcette, poi le concertava e le insegnava agli altri della famiglia.
Perché tutti in quella casa, ragazzi, uomini e donne, suonavano qualche strumento
a fiato."
“La banda" , L’anno di Don Camillo, ed. Rizzoli 1986
40 - SAN SECONDO PARMENSE, I PORTICI
"… grosse novità al paese di don Camillo: scomparso il vecchio Piletti, la farmacia
era stata prelevata da una giovane dottoressa di città che s’era trasferita nel
borgo annidato dietro l’argine… Peppone, da parte sua, aveva trasformato la sua
officina in un grande emporio dove si vendevano a rate automobili, motociclette
ed elettrodomestici d’ogni genere."
"Don Camillo e don Chichì", ed. Rizzoli 1996
41 - Trecasali, Casa da braciante agricolo
“«Buona sera, reverendo» disse la vecchia. «Non mi riconosce?» Don Camillo la
riconobbe: era partita dal paese tanti anni fa, quando il fratello di Peppone aveva
messo su un’officina per conto suo a Trecaselli. E, da allora, non era tornata più.
Don Camillo pensava che fosse morta laggiù perché era già vecchia come il cucco
quando aveva lasciato Peppone per seguire il figlio più giovane."
“Qualcosa galleggia sull’acqua", Candido, 27 aprile 1952